21005.epsNegri è uno che sa dove mettere le dita, con buon diletto della sua donna e di noi che stiamo qui a lasciarci meravigliare da questo nuovo fantastico giro intorno al mondo. Che è il suo e che ormai anche un po’ il nostro. “Cobol” è lo ieri (Mouth of the gun), l’oggi (Turn Right) e il domani (Into the sky) del jazz acido. E’ la convergenza tra Brian Auger (Love Gambler), Mother Earth (Talk to me) e gli Air (King and queen in a castle made of sand). Paolo Negri non è più un musicista. Paolo Negri è un’ intera orchestra.

Franco Lys Dimauro – Distorsioni - Read the complete review


Minimal Animal 80x80Minimal Animal è un concentrato di attitudine Mod in cui il filo conduttore rimane un acid jazz minimale, genere assai particolare in grado di conferire all’intero percorso del disco una paternità chiara e che riesce al contempo magistralmente ad intersecarsi con binari solo apparentemente paralleli, in corsa verso la meta di un groove pieno ed elegante. Una abilità che è prerogativa solo dei musicisti più colti.

Riccardo Resta – Distorsioni – Read the complete review


POSTER-COVERThis is not something you see or hear everyday. A musician since the 90’s, Negri has been an experimenter and inventor with the Hammond Organ. Now, almost with two decades of experience, Negri blends the sounds of the Hammond with synthesizers and collaborates with other madmen and women of electro-pop to make this funky, bluesy, soulful sound. In some songs, you can’t tell if this is a 70’s throwback, a Prince lilt, or something all together futuristic.

Soulhead – Read the complete review


21003.epsI pezzi sono veramente di altissima qualità, soul e funk mescolati al punto giusto, con Miss Modus a tenere banco da una parte e dall’altra Paolo “Apollo” Negri (che non sarebbe esagerato definire il miglior hammondista italiano) a svisare sulle tastiere, tra scale jazzeggianti memori del miglior Brian Auger (“Stop calling”, “Love safari”) e groove di ascendenza hendrixiana (“Barbarella”).

Silvio Bernardi – Rockit – Read the complete review


POSTER-COVER“Hello World” ha il pregio di essere un album dal respiro internazionale, un disco che va aldilà delle solite beghe da cortile di cui è intrisa la produzione musicale di casa nostra, ma del resto tutto il mondo di Paolo “Apollo” Negri è lì a dimostrarlo: parla con la musica, e che musica, e ogni nuovo disco è un tassello che va a rinnovare l’eccellenza italiana delle sette note.

Doctor Wu – Read the complete review


21003.epsSulla scena, The Link Quartet del funambolico Paolo “Apollo” Negri, organista che nel corso degli anni si è fatto interprete di una eredità variegata e sontuosa, danzereccia e scanzonata ma con radici nobili e repertorio sopraffino, eseguito con verve da folletto, straordinaria perizia musicale e la padronanza scenica di chi ormai gravita da anni in un’orbita internazionale, fra Stati Uniti, Parigi e Londra, dove Paolo “Apollo” Negri è popolarissimo, tanto da far dire a un dj autorevole come Craig Charles della BBC che in un’eventuale scelta fra Paolo e James Taylor avrebbe qualche dubbio.

Il Giornale Del Molise – Read the complete review


aaadIl gruppo ha realmente compreso cosa voglia dire osare, evitando però di cadere nella trappola dell’immettere all’interno dei pezzi quel “troppo che stroppia”. L’orecchio si confronta con versioni funk-soul in cui l’eleganza e il groove delle basi fornite dagli artisti danesi, dallo splendido lavoro d’accompagnamento e rifinitura di Negri e dal lavoro chitarristico dal suono moderno di Percudani pongono i tasselli fondamentali sui quali poggiare le varie interpretazioni che garantiscono alla proposta una varietà significativa.

Gabriele Strano – Aristocrazia Webzine – Read the complete review

21005.eps“Cobol” (per la mitica Hammond Beat Records dell’immenso Kahlil Breithaupt) è un lavoro sorprendente, affascinante, nuovo, che non assomiglia a nient’altro in circolazione. Un album da ascoltare più volte per essere pienamente compreso e assimilato. Un lavoro difficile, complesso ma originale, personalissimo, inimitabile.

Tony Face Bacciocchi – Read the complete review

21003.epsGroove e stile sono le parole d’ ordinanza e il Link Quartet non manca un bersaglio. Dodici tiri, dodici centri, sti figli di puttana. Paolo Negri è il Re Mida che trasforma in oro l’ avorio, il suo quartetto la più potente banda di trafficanti di zanne d’ elefante.

Franco “Lys” Dimauro – Distorsioni – Read the complete review


POSTER-COVERIl tutto con la solita strepitosa tecnica (di Apollo, ma anche del gruppo: gli assoli più efficaci ed espressivi quello del bassista Edoardo Giovanelli nella prima traccia e quello del chitarrista Mario Percudani in “Paco”. Tra i tantissimi di Negri almeno tre sono veramente da inchini: quelli di “Hole in a sock”, “Le nouveau cirque…” e ancora “Paco”), qualche citazione più o meno esplicita (Zappa, Bee Gees, James Brown), e in più la capacità di non prendersi sul serio (“Hole in a sock”), decisamente non comune per lavori del genere.
Silvio Bernardi – Rockit – Read the complete review

21005.epsReleased at the end of 2011, Cobol catches Paolo in rare form performing an all original composite of instrumental music. With his swirling Hammond organ, grand piano and ‘70s style moog / synth edges, Paolo is like a one man sonic wrecking crew.


The approach makes the record one of the most compelling and most unified ever from this combo – a set that’s still got lots of funkyTLQMMHC organ lines, wah wah guitar, and tight grooves – but which also has this fuller sensibility as well!

Dusty Groove - Read the complete review

aaadConsiderato uno dei migliori hammondisti del mondo, attivo dal 1992 con una serie infinita di dischi tra progetti solisti, collaborazioni e band (in particolare The Link Quartet e Wicked Minds). Centinaia di live alle spalle (compresi due tour negli States) e da un anno endorser dei sintetizzatori Waldorf. Ora alle prese con un nuovo progetto internazionale, An apple a day, in cui si è confrontato con artisti del calibro di Lee Fields e  Naomi Shelton. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare come è nata questa storia e abbiamo curiosato sui progetti futuri.

Riccardo Grandi – Distorsioni – Read the complete interview


light5Il risultato è un suono raffinato e rilassato, in cui le percussioni circondano una melodia vocale che scivola via, e se ne va con una coda appena spruzzata di elettronica. La B-side, è uno strumentale acidissimo, in cui una trama di sytnh incrocia un cosmico solo di chitarra, per passare alla prossima stazione stellare, fatta di piano e bassi sintetici. Groove sempre ad altissimi livelli, naturale attitudine alla sperimentazione ed innata eleganza. Altro gioiello in nero vinile.

Fabio Pasquarelli – Retrophobic – Read the complete review

21005.epsCobol is an outstanding production & a well arranged album that brings back memories from UK’s Acid Jazz releases back in the late 80′s early 90′s and blaxploitation soundtracks from the 70′s, just brilliant!

Georgios Paroglou – Sixties Radio


abt3

Paolo “Apollo” Negri, the world-renowned Italian Hammond organist, brings his one of a kind musical style to the table with A Bigger Tomorrow, a masterful blend of funk, rhythm & blues, jazz, soul, groove and fusion tunes. Over 20 guest musicians are featured on the album which features Paolo “Apollo” Negri’s intense, emotional and vivacious Hammond A-102 organ playing. The best way to describe Paolo “Apollo” Negri’s performance style on A Bigger Tomorrow is simple: Jimi Hendrix on organ!

Erin Bruno – Muzik Reviews – Read the complete review

aaadYou have got to hear this LP, but leave your preconceptions at the door, be prepared for some fantastic riffing, some stunning vocal performances with perhaps the pick of them being by Tyra Hammond on ‘Tunnel Vision’ and Ria Currie on ‘Out On The Tiles’ both of which featuring some of the best Hammond playing I’ve heard in many a year. Feel the funk!!! Album of the year for me so far, by a mile.

Nev Brooks – Uber Rock – Read the complete review

21005.epsQuando si finisce l’ascolto si spera che “King And Queen In A Castle Made Of Sand” non finisca mai. E’ la giusta conclusione di un disco spaziale. Già, spaziale, perché è come addentrarsi nel cosmo. Non sappiamo se ci sia vita, non sappiamo se ci sia l’acqua o il fuoco, è un mondo sconosciuto. Ma è tutto talmente affascinante da lasciarci a bocca aperta affacciati all’oblò della navicella spaziale. E allora fatevi guidare dal comandante Apollo verso questo viaggio intergalattico.

Riccardo Grandi – Sittin’ On The Dock Of The Bay – Read the complete review

tga4La prima volta in cui, anni fa, abbiamo sentito il nome di Paolo Apollo Negri ricordo che chi me ne ha parlato l’ha fatto in questi termini: «il miglior hammondista in circolazione in Italia». A distanza di tempo e di concerti, non possiamo che essere d’accordo; poco più che trentenne ed un curriculum musicale di tutto rispetto, lo incontriamo in occasione del suo ultimo lavoro da solista The Great Anything.

Il Mondo Di Pavia – Read the complete interview

21005.epsCobol è un disco fatto di tastiere, ma ricco di suoni e di spunti interessanti, evidente sfogo creativo del loro patrocinatore, il quale non ha posto limiti né steccati alla creatività. Un linguaggio soniko sfaccettato e davvero universale quello praticato da Paolo, del quale vi approprierete immediatamente, senza sforzo alcuno.

Symphony Of Silence – Read the complete review

21005.epsPaolo in questo nuovo album sperimenta l’effetto delle sue dita su un numero di vecchi sintetizzatori analogici, arricchendo il vocabolario sonoro con nuovi “termini tecnici”. Il groove che il Maestro fabbrica insieme ai suoi musicisti ha la stessa sintassi, ma l’introduzione di questi nuovi elementi permette la definizione di una nuova semantica.

Fabio Pasquarelli – Retrophobic – Read the complete review

tga4The vibe is tight and funky throughout – a blend of 60s and 70s instrumental modes, often with the feel of some lost soundtrack jams – the sorts of cuts that Quincy Jones or Lalo Schifrin might have penned for a movie score back in the day!

Dusty Groove America

21005.epsL’aspetto compositivo è davvero eccezionale! In mezzo c’è davvero di tutto: dalle chitarre ai bassi, dalle percussioni orientali e africane ai tuppe tuppe caleidoscopici, dalle magnifiche sonate in mellotron alle mixate in elettronica, dai cantati sgargianti ai dettati monolitici… insomma: un gran bel calderone. Il tutto è anche maniacalmente missato e montato in maniera magistrale (scusate le 5M). Ed è anche estremamente difficile non essere ammiccato da questo tipo di genere, adatto a tutti e per tutte le orecchie, che va dall’acid jazz allo space rock, dal funk all’elettronica.

Antonio Moliterni – The Empty Dream – Read the complete review

21005.epsApollo è uno dei musicisti italiani con minor provincialismo e maggiore apertura all’estero, lo conferma non solo il parterre di ospiti (i membri dei Flyjack ad es.) ma soprattutto l’incessante groove che domina indisturbato il disco. Al terzo lavoro solista Apollo non ha bisogno di dimostrare più nulla, la sua visione del funk è “conservatrice” ma non per questo passatista o fuori moda. E Love gambler uno dei più travolgenti pezzi che mani italiane abbiano scritto e suonato negli ultimi anni.

Donato Zoppo – DonatoZoppo.it – Read the complete review

beat3Additionally, these guys have one of the meanest sounding Hammond organ players we’ve heard in a LONG time in Paolo “Apollo” Negri. Unsurprisingly, he rates Brian Auger as one of his favorite players. We can tell!

Brian Poust – The Uppers Organization – Read the complete review

abt3Paolo is widely regarded as one of the finest Hammond players out there and, boy, does it show on this record! The Hammond A102 is a constant presence throughout the whole album, it’s keys a blur under some lightning finger work. This can often lead other artists down the over jazzified road of musical wank, but Paolo’s having none of it, with tasty considered solos, superbly written original tracks and some well chosen covers. This isn’t just a collection of tasty grooves, this is damn good music too!

Mark Ashfield – CD Baby – Read the complete review

abt3Si va dal jazz al soul, al rock, alla fusion, con inserti di suoni latini e molto altro, il tutto sostenuto da uno stuolo di ospiti prestigiosi, anche internazionali (a testimoniare la stima di cui gode questo musicista), tutti pronti a dare un contributo costruttivo per riverire un suono vintage, che però mai come oggi – a sentire qualsiasi canzone in radio – appare attuale e vitale.

Gianni Della Cioppa – Il Mucchio – Read the complete review

tga4Le dita d’oro di Paolo Apollo Negri solleticano ancora una volta l’americana Hammondbeat, l’etichetta numero uno al mondo per quanto riguarda i suoni vicini all’organo Hammond. Questa volta Paolo si alza in punta di piedi e guarda ben oltre al groove “tradizionale” (quello che ha come padre Booker T, per intenderci), confezionando un album “direzionale”, con ampia libertà di movimento, breve e assolutamente “vigoroso”

Fabio Pasquarelli – Retrophobic – Read the complete review

abt3Un domani più grande: è quello che auguriamo a Paolo “Apollo” Negri. Uno dei musicisti italiani più produttivi e prolifici, che lavorano di più nell’ombra ma che – potenza della qualità e del talento – sono ammirati di più all’estero. Frizzante hammondista di Link Quartet e Wicked Minds, Apollo è inarrestabile: collabora con Ray Daytona, Modulo 5, Mastica, ma non trascura di coltivare una carriera solista che per la prima volta si esprime in “A bigger tomorrow”.

Donato Zoppo – Movimentiprog – Read the complete review